Le  effemeridi di Zan Zan

3 febbraio (http://it.wikipedia.org/wiki/3_febbraio )

 

“L'aforisma è il sogno di una vendetta sottile. L'aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica. Chi fa aforismi muore saturo di memorie e di sogni ma pur sempre non vincente né davanti a Dio né davanti a se stesso né davanti al suo puro demonio.”

Alda MERINI

 

Buona domenica a tutti,

 

            è iniziata davvero bene per me, lo ammetto, sospeso tra letture divertenti – sto leggendo Pura anarchia di Woody Allen- e pensieri che si aggrappano alle letture sui quotidiani della domenica e cercano spunti sui quali tessere le “riflessioni on the run”, compagne imprescindibili delle mie sessioni di corsa settimanale.

            Non so come, ma da ieri mi trovo a fare il parallelo tra i fatti di tutti i giorni e Photoshop, l’applicativo di Adobe, che permette ritocchi fotografici ottenuti dalla scomposizione dell’immagine nelle sue molteplici e sottostanti componenti. L’utilizzatore del programma processa l’immagine gestendo le varie modifiche come veri e propri “strati” differenti, che possono essere gestiti singolarmente e che, dopo un’attenta analisi, vengono avviati alla “Fusione”; operazione che darà la versione finale e definitiva dell’immagine.

            Spostati sul piano della vita di tutti i giorni, sono diversi gli “strati” che la realtà ci offre nella vita intorno a noi. Opportunamente aggregati, ci danno una sua “visone d’insieme”, coagulandone il fotogramma riassuntivo nello spessore della sensibilità personale del singolo. Quante volte, però, il processo di “fusione” finisce col palesarsi piuttosto come avanguardia di tanta “confusione” !

            Questo mi viene in mente con mille istantanee, ancorate nello spessore del ricordo, figlie di molteplici “giorni della memoria” e rese più dure dai mille fatti di cronaca o di guerra di cui non riusciamo più a fare a meno. L’incapacità di affrontare i drammi vissuti in altri punti del Pianeta, dove pur cerchiamo di contemperare gravità e necessaria solidarietà, spesso ci lascia spettatori passivi ed impotenti, sconfinando facilmente nell’anticamera “gassosa” di un’anestesia sensoriale davvero preoccupante.

            Sul Corriere della Sera di oggi ho letto un articolo interessante in merito al ’68 e ad un’intervista fatta a Gianfranco Fini da Andrea Garibaldi.

Nel 1968 c’era una magma – dice Fini. Il desiderio di una società migliore. Una rivolta esistenziale. Un bisogno di senso, come dimostra la mobilitazione di anni prima, per l’alluvione di Firenze. In un primo momento i contestatari non erano solo marxisti. Cultura liberale e cultura cattolica non furono in grado di capire che si contestava anche il comunismo con la sua negazione della libertà e dei diritti dell’uomo. Così il ’68 non nacque a sinistra ma finì a sinistra”. […] “Se oggi esiste più attenzione per i diritti civili, per le Donne, per le minoranze, questi sono lasciti del primo ‘68”[…] Esiste oggi una condizione giovanile paragonabile. Insoddisfazione, quasi la “nausea” di Sartre. Di fronte, oggi come allora, una gerontocrazia importante. E ora, più di allora, assenza di punti di riferimento: i giovani sono una generazione di Tuareg”[…] nomadi in cerca nel deserto.[…] L’uguaglianza, cioè, parità di condizioni di partenza per tutti, per arrivare ad una gerarchia meritocratica …

            Lascio al singolo la possibilità di continuare la lettura che si riveste di “toni politici” che trascendono il senso del mio discorso e che servono solo da richiamo. Ma tornando al Photoshop esistenziale che affrontiamo giorno dopo giorno, e ponendo i diversi strati uno vicino all’altro, prima ancora di procedere oltre, mi dico spesso che è impossibile fondere il tutto in un’unica immagine finale. Possono gli scontri tribali dell’Africa nera fondersi con le “baruffe” elettorali dei nostri politici, il ciarpame dell’emergenza rifiuti o i cronici problemi della burocrazia italiana?  Può l’orrore degli ultimi attentati a Bagdad - per la prima volta capaci di coinvolgere e trascinare persone “incapaci di intendere e di volere” nell’agone di interessi sovrastanti e noncuranti della vita umana - essere commensurabile con i fotogrammi di una moviola o gli echi ridanciani e festosi della kermesse mediatica associata alle primarie americane ?

Nella migliore delle ipotesi i progetti di fusione diventano molteplici, facendoci separare strati diversi in categorie di appartenenza distanti, nemmeno fosse una “raccolta differenziata”, quasi a riporli in una classe meritevole di attenzioni e sensibilità diverse; possibilmente da analizzare in termini spazio-temporali differenti, ma che spesso ci lasciano con il cuore tranquillo, almeno fino al loro prossimo ripresentarsi immutati, se non più gravi.

            E allora mi viene da chiedere dove siano le condizioni di partenza uguali per tutti e se la generazione dei Tuareg finirà mai per approdare in qualche porto tranquillo e sicuro. E fin qui ragiono per immagini, ma ai veri “Tuareg” del Pianeta, a coloro che occupano strati su cui hanno perduto ogni diritto di fusione, cosa riserviamo, come opportunità di partenza ?

            E’ vero, queste domande sono retoriche e generano risposte sterili, spesso riconducibili a qualche aforisma, a me tanto caro, ma meno ad Alda Merini, che non lascia scampo.

            Ma allora, che restino almeno in noi lo sforzo e la capacità di mantenere insieme un’immagine di fondo unitaria, figlia di una imprescindibile capacità di “fondere” in un fotogramma comune l’istantanea del tempo che va e che nella rincorsa al dominio delle risorse circostanti, sia capace di lasciare delle tracce indelebili. Imbrigliando così per sempre i nostri cuori e distillando nella sensibilità del singolo le basi di una sentita e viva “memoria comune”.

 

Sursum corda

 

Eventi

1815 - Viene creata la prima fabbrica di formaggio in Svizzera

 

Nati

1809 - Felix Mendelssohn, compositore e direttore d'orchestra tedesco († 1847)

 

Morti

1876 - Gino Capponi, politico, scrittore e storico italiano (n. 1792)

1960 - Fred Buscaglione, cantante e attore italiano (n. 1921)

1983 - Tullio Campagnolo, ciclista e imprenditore italiano (n. 1901)