Le  effemeridi di Zan Zan

28 marzo http://it.wikipedia.org/wiki/28 marzo)

“Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo.”

Virginia WOOLF ( senza fonte )

 

Buongiorno carissimi Effernauti,

 

            Milano si sveglia con una pallido sole e un’aria “freddolina”, ancora inumidita dalla pioggia notturna. Ma l’umore è ottimo e l’energia “fluente”. Una breve sbirciata ai temi salienti di oggi richiama all’attenzione il “vizio periodico” delle autorità cinesi di prendersela coi tibetani, accende i riflettori su di uno scrittore peruviano cui potremmo dedicare la nostra attenzione scegliendo un suo libro in un prossimo futuro e suscita un sorriso incuriosito dopo lo sguardo sulle opere di Ionesco, un autore peculiare che vi suggerisco caldamente.

            Tra qualche giorno, il 4 aprile, a Luanda capitale dell’Angola, si celebrerà il concorso di “Miss Landmine 2008”. Una denuncia, una provocazione, un dato di fatto, giudicatelo voi. Risuona però forte e chiaro il bisogno di affermare che tutti hanno diritto di essere belli e l’impatto di una frase, ovvia solo in apparenza, che sembra riecheggiare da più punti del pianeta, se ci pensiamo bene, e cui dovremmo forse dare una risposta.

            Ieri sera, per conto mio, ho assistito al concerto milanese di Antonello VENDITTI, quasi per caso, e con sensazioni davvero forti. Lui, che canta la mia generazione e piace a mia figlia che si ritrova nelle sue parole, è davvero un grande artista e mi ha davvero trasportato durante tutto il concerto, in un commovente amarcord di sensazioni uniche e che hanno in Roma l’epicentro della mia gioventù. Un ponte tra il vecchio e il nuovo, laddove il nuovo rappresenta la continuità ed il rinnovamento del pregresso, un ponte tra l’Italia e Roma, laddove la capitale fonde nella sua “romanità” la sensibilità romantica che tutti possediamo e vorremmo distillare, un ponte tra noi e i “campioni” che non abbiamo saputo proteggere, laddove li abbiamo considerati statuari e ci siamo fermati a guardarne il gesto senza scavare nello spessore della loro umanità.

 

Spegni la televisione

Accendi il tuo cuore

Accendi il tuo cuore

E senti quanto rumore

 

Accadde ieri

 

1959 - La Cina blocca la rivolta popolare tibetana iniziata il 10 marzo e scioglie il governo del Tibet assumendone il totale controllo; il Dalai Lama ripara in esilio in India.

 

Nati

1936 - Mario Vargas Llosa, scrittore peruviano.

Si tratta di uno dei più originali esponenti della rinascita della narrativa sudamericana e, assieme a Gabriel García Márquez il più attestato tra i romanzieri del cosiddetto "boom". Nel 1994, assunta la cittadinanza spagnola, è stato insignito del premio Cervantes, mentre nel 2004 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour.

Morti

1941 - Virginia Woolf, scrittrice e saggista britannica (n. 1882); è stata una scrittrice e saggista britannica.

Impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi (come ha affermato nel saggio "Le tre ghinee", non si reputava una "femminista", poiché riteneva che tale termine già negli anni '30 fosse superato), nel periodo fra le due guerre fu un importante personaggio nell'ambiente letterario londinese e membro del Bloomsbury Group.

1994 - Eugène Ionesco, scrittore e drammaturgo francese di origine romena (n. 1909)

Ionesco nacque a Slatina, in Romania; si trasferì con i genitori a Parigi, dove ben presto fece esperienza della guerra. Le immagini atroci e confuse di questo periodo impressionarono a tal punto il piccolo Eugène da tornare ricorrentemente nelle sue opere.

«Nei miei ricordi, le apparizioni grottesche assomigliavano ai personaggi di Brueghel, o di Bosch: grandi nasi, corpi deformi, sorrisi atroci, piedi biforcuti» (Estate 1939).

L'incontro con il teatro è casuale e inaspettato:

«Comprai un manuale di conversazione dal francese all'inglese, da principianti. Mi misi al lavoro e coscientemente copiai, per impararle a memoria, le frasi prese dal mio manuale. Rileggendole con attenzione, imparai dunque, non l'inglese, ma delle verità sorprendenti: che ci sono sette giorni nella settimana, ad esempio, cosa che già sapevo; oppure che il pavimento sta in basso, il soffitto in alto. [...] Per mia enorme meraviglia, la S.ra Smith faceva sapere a suo marito che essi avevano numerosi figli, che abitavano nei dintorni di Londra, che il loro cognome era Smith, che il Sig. Smith era un impiegato [...]. Mi dicevo che il Sig. Smith doveva essere un po' al corrente di tutto ciò; ma, non si sa mai, ci sono persone così distratte...» (Note e Contro-Note)

Ionesco fu colpito in modo tale che decide di comunicare ai suoi contemporanei le verità essenziali appena scoperte: scrive La cantatrice calva, un'opera teatrale che si potrebbe definire didattica. Queste verità essenziali diventano però folli, la parola si disarticola, e ne risulta una tragedia del linguaggio. ( seguito )

Lo sguardo di Ionesco sembra in effetti leggere al di là dell'apparenza del mondo: egli si sente estraneo alla realtà. Vede la propria vita pervasa di solitudine e di angoscia, dall'infanzia emergono immagini grottesche, da incubo, salvo rari momenti di "euforia estatica", perché il mondo è anche meraviglioso: è proprio questa contraddizione che rende affascinante la commedia che ha come protagonista l'uomo.

Accade oggi

 

Una protesi in palio per le Miss

Concorso di bellezza in Angola aperto solo alle donne vittime delle mine antiuomo

di Elmar Burchia

LUANDA - Un concorso di bellezza in Angola è al centro di numerose discussioni; a «Miss Landmine 2008», vi partecipano, infatti, solo le donne vittime delle mine antiuomo nello stato dell'Africa centrale. Il premio per la vincitrice è una protesi per la gamba. Il regista norvegese Morten Traavik, ideatore dell'evento che è programma per il prossimo 4 aprile nella capitale, lo definisce un «progetto artistico» che ha l'unico scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica.

SFIDA ALLE CONVENZIONI - «Stop al concetto di perfezione fisica prestabilita. Bisogna celebrare la vera bellezza e sostituire il termine 'passivo vittima' col termine 'attivo sopravvissuto'. Tutti hanno il diritto di essere belli», recita lo slogan della manifestazione. Sul sito del concorso è già possibile votare. Il portale propone una galleria fotografica con le 10 angolane aspiranti al titolo; una breve descrizione delle candidate, l'anno in cui hanno perso l'arto e anche il prezzo di fabbrica della mina di cui sono state vittime. Più di 4200 persone hanno finora votato online. L'Angola, uscita nel 2002 da un conflitto civile trentennale, sta lentamente sminando il suo territorio, in buona parte disseminato di 15 milioni di mine (su una popolazione di circa 10 milioni di persone), secondo le Nazioni Unite. Oltre 100 mila persone vivono oggigiorno in questo paese con una gamba o un braccio amputato. ( seguito )

 

Il CAMMELLI© e la cruna dell’ago

 

Da dove viene il segno @ di internet?

 

@: in Olanda    : “Apestaart” (coda di scimmia)

     in Israele     : “Shtrudel” (il dolce con le uvette)

     in Spagna    : “Arroba” (un’unità di misura usata nel commercio del vino)

     in Norvegia : “Kanec-Bolle (una torta a spirale di cannella)

     in Germania: “Klammeraffe (scimmia-ragno)

     in Danimarca: “Snabel-a” (proboscide d’elefante)

     in Ungheria  : “Kukal” (vermiciattolo, baco)  

     in Francia     : “Arobase” dallo spagnolo Arroba, o “Escargot” (chiocciola)

     in Russia      : “Sobochka” (piccolo cane)

Il vero significato inglese è “at” (presso), ed è stato usato commercialmente nel senso di “al prezzo di (ognuno)”: “4 apples@$0.35=$1.40”.

Il segno @ non è figlio dell’era del computer, come comunemente si immagina. Esso sarebbe in realtà un abbreviazione derivante dalla fusione di due lettere. La preposizione latina “ad”, nel significato di a, presso, verso, è stata semplificata in qualcosa di simile a @: il cerchio dell’a e della d fuse insieme, l’asta della d fatta curvare esageratamente a sinistra.

Il segno @ risalirebbe addirittura al 6°-7° secolo d.c. . A quel tempo gli scrivani usavano “l’onciale”, una scrittura maiuscola con tendenza alla forma rotonda tipica delle epigrafi e degli antichi manoscritti latini, e un po’ per convenienza, un po’ per necessità, idearono parecchie abbreviazioni e legature. Il segno  @ ricomparve nel carattere gotico del 12°-13° secolo; è stato utilizzato nella scrittura clericale e nella corrispondenza di natura commerciale, tanto da essere visualizzato su un tasto delle tastiere delle macchine da scrivere.

Nel luglio del 1972, durante l’elaborazione di Arpanet, il precursore di Intenet, Ray Tomlinson decise di adottare il segno @, preesistente sulla tastiere della sua Modello 33 Telitype, negli indirizzi di posta elettronica per separare il nome dell’utente (es. “Focus”) dalla struttura a cui esso è abbonato (es. tin.it, oppure tiscalinet.it, ecc…). Il segno “@”,infatti, aveva il duplice vantaggio: a) di evidenziare la separazione tra le due parti dell’indirizzo, perché mai si sarebbe potuto trovare compreso nel nome dell’utente; b) perché già aveva il significato istituzionale di “presso”.