Le  effemeridi di Zan Zan

7 aprile http://it.wikipedia.org/wiki/7 aprile)

 

Bisogna pur sopportare qualche bruco se si vogliono conoscere le farfalle: sembra che siano così belle.

da “Il piccolo principe

Antoine de Saint-Exupéry

Effernauti buon inizio settimana,

 

            una Milano soleggiata ci accoglie il giorno dopo la sua stracittadina. Gambe “pesanti”, ma mente allegra questa mattina. La giornata è una di quelle che contano. La fiaccola olimpica, che alimenta anche la “passione” attorno alla questione tibetana, non deve farci dimenticare la solennità di questa giornata che commemora il genocidio del Rwanda.

Contando sulla vostra sensibilità e senza forzature, aggiungo a fondo pagina, su suggerimento di Enrica, la possibilità di “sostenere” il Tibet sensibilizzando il governo cinese.

 

            Buona giornata a tutti

 

Effemeridi

IL SOLE sorge 06:43 e tramonta 19:41 Durata del giorno 12:58

LA LUNA sorge 06:59 ( azimuth 67.5° ) tramonta 21:50 ( azimuth 297.2° )

 

Accadde ieri

1167 - A Pontida i delegati delle città di Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova e Ferrara si riuniscono e fondano la Lega Lombarda per contrastare Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa. Il giuramento di Pontida è stata una cerimonia che avrebbe sancito nel piccolo comune vicino a Bergamo l’alleanza tra i Comuni lombardi contro il Sacro Romano Impero di Federico Barbarossa. La coalizione nata a Pontida è conosciuta come Lega lombarda.

1300 durante la notte, Dante Alighieri si perde nella selva oscura ed inizia così il suo viaggio nei tre mondi dell'aldilà di cui parlerà nella sua Divina Commedia.

 

2004 - La stampa francese dà notizia del ritrovamento nel mare al largo della Corsica dei resti dell'aeroplano dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry precipitato il mare il 31 luglio 1944.

 

Nati

 

1915 - Billie Holiday, cantante statunitense († 1959) è stata una cantante statunitense, fra le più grandi di tutti i tempi nei generi jazz e blues.

 

Morti

 

2004 - Enrico Ameri, giornalista italiano (n. 1926)  (Fonte )

Come radiocronista fu per 25 anni la prima voce della trasmissione della RAI Tutto il calcio minuto per minuto. Considerato l'erede di Nicolò Carosio, entra in RAI nel 1949 iniziando nella cronaca e nel ciclismo, fino ad essere inviato in Indocina. La sua prima radiocronaca calcistica arriva nel 1955, con la partita Udinese-Milan. Insieme a Roberto Bortoluzzi, Sandro Ciotti, Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti ed Ezio Luzzi per anni è una delle voci radiofoniche fedele e puntuale dei pomeriggi domenicali degli sportivi italiani. Dal 1991 al 1993, l'anno in cui si ritirò, Ameri conduce su Radiodue GR2 Anteprima sport (alle ore 12.00 della domenica su Radiodue), a cura della redazione sportiva del GR2, che dava la linea agli inviati di Tutto il calcio minuto per minuto per le ultime dai campi prima dell'inizio delle partite. Il gruppo musicale Elio e le Storie Tese ha dedicato una canzone alla mitica voce del cronista sportivo. La canzone non è altro che il rifacimento del brano di Toto Cutugno Amori con il testo ovviamente modificato ed il titolo cambiato in Ameri.

«Fuser, in questa occasione, ha scoccato un tiro che è andato a conficcarsi, anzi in pratica vicino al palo dalla parte opposta dove è stato scoccato il tiro, toccando, quasi andando a lambire un po’ il palo contro la rete del palo che sta, appunto, sta di fronte al giocatore che ha effettuato, in questo momento, il tiro»

(Enrico Ameri, commentando il goal di Diego Fuser in Fiorentina - Lazio 0-2, Tutto il calcio minuto per minuto del 7 febbraio 1993, Rai Radio Uno)

Accade oggi

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA DEDICATA AL 14° ANNIVERSARIO DEL GENOCIDIO DEL RWANDA

In occasione della giornata internazionale della memoria per le vittime del  genocidio del Rwanda, il giorno lunedì 7 aprile 2008 alle ore 10 presso il Liceo Renzo Levi di Roma in Via del Portico d’Ottavia 73, l’associazione Bene-Rwanda Onlus e la Comunità Ebraica di Roma organizzano una tavola rotonda sulla storia e sull’attualità del genocidio rwandese del 1994 con la presenza di ospiti autorevoli

 

PETIZIONE per il TIBET

 

Dopo quasi 50 anni di oppressione cinese i Tibetani chiedono con forza al mondo il cambiamento. Ma la violenza si sta ora diffondendo in Tibet e nelle regioni confinanti, ed il Governo Cinese e' davanti alla scelta cruciale se aumentare la brutalita' della repressione o aprire un dialogo. Il Presidente Hu Jintao ha bisogno di sentire che le esportazioni "Made in China" e le Olimpiadi di quest'estate a Pechino avranno il supporto della gente del mondo solo se sceglie il dialogo. Ma ci vorrà una valanga di persone da tutto il mondo per ottenere la sua attenzione. Clicca qui sotto per firmare la petizione - in soli sette giorni la campagna e' quasi a meta' dell'obiettivo di 2 milione di firme!

http://www.avaaz.org/it/tibet_end_the_violence/98.php/?CLICK_TF_TRACK

 

Il CAMMELLI© e la cruna dell’ago

 

Perché nelle ultime guerre si sono usati proiettili all’uranio impoverito?

 

L'uranio impoverito (con sigla DU = depleted uranium, sottoprodotto dell'uranio che viene arricchito per fabbricare bombe atomiche o per diventare combustibile nelle centrali nucleari) è da tempo impiegato in un nuovo tipo di proiettili, utilizzati per la prima volta durante la Guerra del Golfo (1991) e caratterizzati da una potenza d’impatto e capacità di penetrazione molto superiore a quella dei proiettili tradizionali.

L’uranio impoverito ha infatti un elevatissimo peso specifico: un decimetro cubo (cioè un piccolo cubo di 10 centimetri di lato) pesa 19,1 chili, leggermente meno di oro e platino (che pesano rispettivamente 19,3 e 21,5 chili, ma il cui uso sarebbe assolutamente antieconomico) ma molto di più del piombo (che ne pesa 11,3 chili).

Tale altissima densità, che permette di realizzare volumi di dimensioni piccole ma molto pesanti, viene sfruttata in ambito militare non soltanto come zavorramento per  equilibrare aeroplani, navi e missili, ma anche per costruire proiettili piccoli, ma molto pesanti e quindi in grado di perforare corazze di mezzi blindati e di bunkers, silos o centri di controllo sotterranei.

Molto duttile, l’uranio è inoltre “piroforico”, cioè capace di accendersi spontaneamente: il processo di penetrazione polverizza parte (dal 18 al 70 per cento) dell’uranio impoverito, e tale piccole particelle prendono spontaneamente fuoco a contatto con l’aria presente dall’altra parte della corazzatura colpita, aumentandone l’effetto distruttivo.

Grazie a tali proprietà fisiche uniche l’esercito statunitense iniziò ad interessarsi all’uranio impoverito sin dagli anni ’60, grazie anche alla facile reperibilità ed al basso costo, molto inferiore a quello del tungsteno, altro metallo pesante utilizzato per i medesimi scopi.

Pur se radioattivo e più tossico del tungsteno, l’uranio impoverito è leggermente più efficace ed inoltre è stato preferito per una ragione politica: gli USA, infatti, importano circa la metà del loro fabbisogno di tungsteno dalla Cina, considerata un "alleato poco affidabile" in caso di guerra

La tipica munizione all'uranio impoverito (chiamate in gergo militare API, Armor Piercing Incendiary Ammunitions ovvero “munizioni incendiarie in grado di penetrare nelle corazzature”) è costituita da un "penetratore" (chiamato “dardo” o “sabot”), che è la parte del proiettile che effettivamente penetra nella corazzatura e che contiene uranio impoverito, e da un rivestimento che ha il compito di aumentarne la sezione al momento dello sparo, al fine di sfruttare al massimo la spinta fornita dai gas propellenti (i “dardi” hanno infatti un calibro molto inferiore a quello delle armi che li impiegano, per cui è necessario una specie di adattatore per spararli).

Non appena il proiettile esce dalla bocca da fuoco, l’attrito dell’aria fa distaccare il rivestimento esterno, ed il dardo prosegue la sua traiettoria con perdita di energia (cinetica) minima, e comunque minore rispetto ad altri tipi di proiettili più leggeri o più voluminosi; al momento dell’impatto tale energia viene infine scaricata su una superficie molto piccola ed ha quindi maggiori probabilità di penetrare il bersaglio

Dopo avere attraversato una corazza, si sviluppa un elevato calore nel punto di uscita e le particelle di uranio polverizzate reagiscono con l’aria, prendendo spontaneamente fuoco ed aumentando ulteriormente il potere distruttivo del proiettile

Per chi volesse saperne di più: www.uranioimpoverito.it