Le  effemeridi di Zan Zan

5 maggio http://it.wikipedia.org/wiki/5 maggio)

 

Nulla di finito, nemmeno l'intero mondo, può soddisfare l'animo umano che sente il bisogno dell'eterno.

Søren Kierkegaard (da Aut aut)

 

Effemeridi

SANTO DEL GIORNO: Sant’Ilario, vescovo

IL SOLE sorge 06:02 e tramonta 20:12 Durata del giorno 14:10

LA LUNA sorge 05:27  ( azimuth 63.7°  ) tramonta 20:41 ( azimuth 300.5° )

 

Effernauti buon inizio settimana,

 

ottimo l’umore di stamattina e ancor di più dando una sbirciata ai fatti del passato e alle giornate che si allungano. Quando controllo la durata del giorno in questo periodo, e ne constato la crescita, mi riempio di entusiasmo e serenità. E mi vien voglia di lasciarmi andare, abbandonato. Giovanni Allevi dice che: L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce.  E ancora:

 

Quando un uomo non pensa il suo rumore principale diventa quello del cuore e del respiro, uniti insieme in una straordinaria poliritmia ancestrale.[…]L’uomo de tornare a essere soggetto assoluto della propria esistenza, vero punto di partenza di sé.

 

Mi piace l’idea del soggetto assoluto, umile e abbandonato alla naturalezza della vita. Sembra un fiore sbocciato con la primavera,un premio, un punto di partenza.

 

Buona giornata

 

Accadde ieri

 

1809 - Mary Kies diventa la prima donna ad ottenere un brevetto statunitense (per una tecnica di tessitura della paglia con seta e filo).

 

1821 - Napoleone Bonaparte muore in esilio sull'isola britannica di Sant'Elena, Alessandro Manzoni gli dedicherà l'ode il 5 Maggio. Le cause del decesso sono ancor'oggi oggetto di dibattito.

 

1835 - In Belgio viene inaugurata una ferrovia tra Bruxelles e Malines (Mechelen). È la prima ferrovia dell'Europa continentale.

 

1946 - Prima schedina della Sisal (progenitrice del Totocalcio), da un'idea del giornalista sportivo Massimo Della Pergola

 

Accade oggi

Olimpiadi di Pechino 2008: Natalia du Toit nuoterà con le normodotate

Natalia du Toit è un’atleta che gareggerà alle prossime Olimpiadi di Pechino 2008 insieme alle altre nuotatrici normodotate. Per lei una bellissima notizia, molto attesa dalla giovane nuotatrice sudafricana che, nonostante non abbia più la gamba sinistra, dopo che le è stata amputata, riuscirà a gareggiare insieme alle rivali normodotate. Una storia che ci ricorda molto da vicino quella di Oscar Pistorius.

Natalia du Toit perse la gamba nel 2001, dopo un bruttissimo incidente in moto. Ma, nonostante questa brutta storia, la giovane nuotatrice 24enne non ha mai mollato la sua passione: il nuoto. E in vista delle prossime Olimpiadi di Pechino 2008 è riuscita a staccare un biglietto per la 10 chilometri di nuoto, non nelle Paraolimpiadi, ma nelle Olimpiadi degli atleti normodotati, grazie al quarto posto nei mondiali di nuoto a Siviglia. ( fonte )

Prof ricorse a Tar, 18 anni per sentenza

(ANSA)- PALERMO, 4 MAG - Il Tar ha accolto il suo ricorso contro la nomina di quattro docenti, ma la sentenza e' arrivata dopo 18 anni ed ora e' in pensione. Il professore Chinnici, criminologo ed ex presidente del Consiglio comunale di Palermo, commenta: 'Sono contento ma, come diceva nel '700 Beccaria, non c'e' peggior ingiustizia di una giustizia che arriva in ritardo'. Accogliendo il suo ricorso il Tar del Lazio ha annullato il concorso bandito nel '90 per quattro posti di docente universitario a Palermo.

 

Nati

 

1813 - Søren Kierkegaard, filosofo danese († 1855)

 

1818 - Karl Marx, filosofo, economista e rivoluzionario tedesco († 1883)

 

1943 - Ignacio Ramonet, scrittore e giornalista spagnolo, direttore del periodico Le Monde diplomatique.

 

Morti

 

2000 - Gino Bartali, ciclista italiano (n. 1914)

 

 

Il cinque maggio

 

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

 

Alessandro MANZONI