Le  effemeridi di Zan Zan

25 maggio (http://it.wikipedia.org/wiki/25 maggio)

 

È triste! È tutto un’illusione:

Il futuro ci insegna da lontano,

Non siamo più quel che ricordiamo,

Né osiamo pensare a ciò che siamo.

George Byron

 

Effemeridi

SANTO DEL GIORNO: San Gregorio VII, papa

“Ho amato la giustizia e odiato l'iniquità, per questo muoio in esilio”.

IL SOLE sorge 05:42 e tramonta 20:32 Durata del giorno 14:50

LA LUNA sorge 00.26  ( azimuth 121,4°  ) tramonta 09:52 ( azimuth 240.5° )

 

Effernauti buona domenica,

 

poche righe per un saluto rapido e furtivo. In una giornata che ha dato i natali a San Camillo de Lellis (1550), a Padre Pio nel 1887, Enrico Berlinguer  nel 1922, Gaetano Scirea nel 1953, e che nello stesso anno ci ha privato del fotografo Robert Capa, mi torna alla mente una frase di Pedro Calderón de la Barca, morto oggi nel 1681 e che ci ricorda:

“Cos’è la vita? Una follia. Cos’è la vita? Un’illusione, un’ombra, una finzione ed il bene supremo ha poco interesse perché la vita intera è un sogno”

Certo un sogno non ha sempre i contorni ben definiti e in quella che è la sua componente “futuribile” dei desideri in esso espressi non è sempre facile delineare un progetto ottimistico di un domani migliore.

Jacques Attali, nel suo libro “Breve storia del futuro” sembra delinearne uno a tinte fosche, ma dove alla fine prevarranno intelligenza, dignità, buon senso a preservare l’identità umana e la sua integrità. Un libro che parte dal passato e ne analizza i connotati, portandoci ai nostri giorni con tutti i problemi che ci assillano, dal terrorismo, il fondamentalismo religioso, il surriscaldamento del pianeta, l’esaurimento delle risorse, il declino dello stile di vita occidentale, la globalizzazione. Un libro che estrapola le possibile evoluzioni che connoteranno la morfologia del domani che ci attende, con la sua policentricità, il superamento delle entità nazionali, le sue tensioni, guerre ed evoluzioni tecnologiche. Il sogno di una “iperdemocrazia” vincitrice e capace di superare gli egoismi e le violenze di un “ordine mercantile” delle cose basato esclusivamente sul profitto, dovrebbero permettere all’uomo di non essere trasformato in oggetto e di continuare a sperare in un mondo attento all’interesse comune, altruista e dove saremo tutti uguali nei diritti e nei doveri, ospitali e rispettosi del mondo.

A 500 anni dai sogni di Tommaso Moro, padre di Utopia e che disse: Se l'onore fosse redditizio, tutti sarebbero onorevoli, sognare certo non può far male. Nel dubbio, leggere comunque è davvero un’ottimo strumento di sopravvivenza, valutazione, esaltazione.

E infine,per metterla con Karl Marx, aggiungerei comunque: “Dixi et salvavi animam meam”.

Ve lo lascio in latino: è molto più solenne e se proprio non lo sapete, c’è sempre Wikipedia!