Le  effemeridi di Zan Zan

20 giugno ( http://it.wikipedia.org/wiki/20_giugno )

“A chi nulla desia soverchia il poco.”

Salvator ROSA(da La pittura)

Effemeridi

SANTO DEL GIORNO: San Silverio, papa e martire

IL SOLE sorge 05:35 e tramonta 20:48 Durata del giorno 15:13

LA LUNA sorge 22.027  ( azimuth 122,7°) tramonta 06:42 ( azimuth 234.7° )

dati riferiti a Roma  ( 41.8N - 12.6E )

A Milano ( 45.4N - 9.3E ) il sole tramonta alle 21.14

Effernauti buongiorno,

comincia illuminata dal sole la giornata di Milano e questo non può che rallegrarmi. Un pensiero di solidarietà giunga scaldato dai raggi solari ai tanti giovani maturandi e giovanissimi di terza media alle prese con i loro esami di stato. Certo è che, strafalcioni ministeriali permettendo, una volta passata l’enfasi del momento e l’ansia del risultato finale tutto svaporerà nell’estate incipiente e nelle sacrosante vacanze meritate. Con gioia di mamme e nonni pronti a lasciare deserte le metropoli a favore da destinazioni di vacanza e di rotonde sul mare.

A giudicar dalla mancata precisione nello scegliere l’inno tedesco in occasione degli europei, comunque, non se la passano meglio i cugini elvetici d’oltralpe !

E per terminare un omaggio a Cioran, in occasione dell’anniversario della sua morte. Le sue parole rimangono attuali e forti:

 

Bisogna cercare tutto in se stessi, e se non si trova ciò che si cerca, ebbene, si deve lasciar perdere. Quello che mi interessa è la mia vita.

 

La nostra vita, nel rispetto di quella degli altri, per l’appunto.

 

Buon lavoro

Zan Zan

 

Accade Oggi

La Giornata mondiale dei profughi, indetta dalle Nazioni Unite, viene celebrata il 20 giugno per commemorare l'approvazione nel 1951 della Convenzione sui profughi (Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Uniti.

Venne celebrata per la prima volta il 20 giugno 2001, nel cinquantesimo anniversario della suddetta Convenzione.

Ogni anno l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) seleziona un tema comune per coordinare gli eventi celebrativi in tutto il mondo.

 

Maturita’ 2008: la gaffe della versione di greco senza una riga

 

La maturita’ 2008, che proprio in questi giorni sta impegnando moltissimi studenti italiani, poteva filare liscia senza qualche errore o qualche gaffe? Ovviamente, la risposta e’ no. Nel giorno della seconda prova scritta ecco un incidente davvero curioso: nella versione di greco proposta ai licei classici mancava una riga.

Dopo la prima prova, dove c’era un errore sulla prova di Eugenio Montale, errore che e’ costato il posto all’ispettrice che non e’ stata abbastanza attenta, ecco che il secondo giorno ci riserva un’altra gaffe. Agli studenti dei Licei Classici e’ stata proposta la versione “Un codice etico per lo storico” tratta dall’opera “Come si deve scrivere la storia” scritta da Luciano di Samosata.

E non si trattava di una frase qualsiasi, ma di una parte assolutamente indispensabile per la traduzione del testo. Probabilmente il testo e’ stato tagliato, perche’ troppo lungo! ( fonte )

 

Europei 2008: inno tedesco di Hitler durante il match Austria-Germania

Piccola gaffe agli Europei 2008 che si stanno tenendo in questi giorni in Svizzera e Austria. La televisione svizzera SF2 ha infatti commesso un errore storico davvero plateale. Nella partita di lunedi’ tra l’Austria e la Germania, durante l’inno della squadra tedesca, ha mandato in onda nei sottotitoli le parole della canzone utilizzate ai tempi di Adolf Hitler.

Chi si e’ collegato al canale svizzero, inserendo la pagina 777 con i sottotitoli, ha letto le seguenti parole: “Deutschland, Deutschland über alles, Über alles in der Welt“, la cui traduzione e’ “Germania, Germania, sopra di tutto sopra di tutto nel mondo“. Parole che veniva utilizzate durante il periodo del nazismo e poi abbandonate per ovvi motivi.
 
È stato un errore imperdonabile“, questo il commento della televisione svizzera, che ha ammesso di aver trovato l’inno su internet. La prossima volta dovrebbero informarsi un po’ meglio, per evitare figuracce del genere! Rischiano il licenziamento ora? Assolutamente no: pero’ saranno costretti a seguire delle lezioni intensive di storia.(
fonte)

 

Accadde Ieri

 

1978 - L'Italia aderisce alla Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche.

La Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche, adottata a Berna nel 1886, ha per la prima volta stabilito il riconoscimento reciproco del diritto d'autore tra le nazioni aderenti.

Fu elaborata su pressione di Victor Hugo. Prima dell'adozione della convenzione, le nazioni spesso si rifiutavano di riconoscere sul materiale di nazioni straniere il diritto d'autore. Così per esempio un lavoro pubblicato a Londra da un cittadino britannico era tutelato nel Regno Unito ma liberamente riproducibile in Francia, così come un lavoro pubblicato a Parigi da un francese era protetto in Francia ma liberamente riproducibile nel Regno Unito.

La convenzione di Berna stabilisce che ogni contraente deve riconoscere come soggetto a diritto d'autore il lavoro creato da cittadini degli altri stati contraenti. La tutela è automatica, nessuna registrazione è richiesta e neppure è necessario apporre un avviso di copyright. Inoltre alle nazioni firmatarie è proibito richiedere alcuna formalità come una registrazione agli autori stranieri che possa ostacolare il "godimento e l'esercizio" del diritto d'autore.

Nel 1994 l'organizzazione mondiale del commercio (WTO) elaborò l'accordo Agreement on trade-related aspects of intellectual property rights, in base al quale le nazioni aderenti (quasi tutte le nazioni mondiali sono membri del WTO) devono accettare pressoché tutte le condizioni della convenzione di Berna.

 

Nati

1615 - Salvator Rosa, pittore e poeta italiano († 1673)

 

Morti

1995 - Emil Cioran, filosofo, scrittore e saggista rumeno (n. 1911)

In Cioran pensiero e vita si sovrappongono spietatamente. Le notti passate lottando con il letto hanno influito, come più volte riportato dallo scrittore stesso in quasi tutti i suoi libri, sullo sviluppo e sulla stesura delle opere stesse. Le notti insonni farcite di letture e di taccuini riempiti forsennatamente hanno costruito e forgiato il pensiero attraverso la noia, eterna compagna, e la lucidità esasperata da una solitudine che forza proprio nelle ore notturne all’autoanalisi.

Un’autoanalisi condotta senza risparmiare colpi, mirata a scrutare nei propri abissi e di conseguenza in quelli dell’umanità stessa.

Ed è proprio in questo contesto che entra in gioco un concetto, che sarà minimo comun denominatore, anche se in certe occasioni velato, di tutta la produzione cioraniana: il tempo, nelle sue diverse accezioni, tempo storico e tempo esistenziale.

"Tutti parlano di teorie, di dottrine, di religioni, insomma di astrazioni; nessuno di qualcosa di vivo, di vissuto di diretto. La filosofia e il resto sono attività derivate, astratte nel peggior senso della parola. Qui tutto è esangue. Il tempo si converte in temporalità, ecc. Un ammasso di sottoprodotti. D’altro canto gli uomini non cercano più il senso della vita partendo dalle loro esperienze, ma muovendo dai dati della storia o di qualche religione. Se in me non c’è niente che mi spinga a parlare del dolore o del nulla, perché perdere tempo a studiare il buddhismo? Bisogna cercare tutto in se stessi, e se non si trova ciò che si cerca, ebbene, si deve lasciar perdere. Quello che mi interessa è la mia vita. Per quanti libri sfogli, non trovo niente di diretto, di assoluto, di insostituibile. Dappertutto è il solito vaniloquio filosofico."

(Da Quaderni 1957-1972, di Cioran)

 

Il CAMMELLI© e la cruna dell’ago

 

Quando è nato il cappello degli alpini?

 

L’idea originaria probabilmente risale al 9 marzo 1844, in occasione della prima rappresentazione dell’opera lirica di Giuseppe Verdi “Ernani”, tratta dall’omonimo dramma di Victor Hugo, e andata in scena alla Fenice di Venezia. Il protagonista dell’opera, Ernani, un eroe che combatteva la tirannide e le ingiustizie, indossava un cappello rotondo, con ampie falde e una grande piuma. L’Ernani ed il suo cappello piumato divennero ben presto simboli patriottici contro l’Impero Austro-Ungarico e adottato da tutti gli insorti delle città che si sollevavano nei moti risorgimentali contro la dominazione austriaca.  Fu così che quando nel 1873, un anno dopo la loro costituzione, si decise di dotare gli Alpini di un copricapo caratteristico, ci si ispirò al cappello dell’Ernani della tradizione risorgimentale, detto anche “cappello alla calabrese”: inizialmente era di feltro nero a bombetta, con una stella di metallo a cinque punte e coccarda tricolore, ornato con una penna nera sul lato sinistro.