Le effemeridi di Zan Zan
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23 dicembre ( http://it.wikipedia.org/wiki/23_dicembre ) “Tutti gli uomini, da Adamo in giù fino al calzolaio che ci fa i begli stivali, hanno nel fondo dell'anima una tendenza alla poesia.” Giovanni BERCHET (dalla Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo)
Effemeridi di Sole e Luna
SANTO DEL GIORNO: San Giovanni da Kety, pellegrino IL SOLE sorge 07.35 tramonta 16:43 Durata del giorno :9.08 LA LUNA sorge 4.02 ( azimuth: 118.8 ° ) tramonta 13.32 ( azimuth 239,3 ° ) Fase lunare: 27 % (luna calante) dati riferiti a Roma ( 41.8N – 12.6E ) Altri santi: S. Dagoberto – Sant'Ivo di Chartres – S. Maria Margherita d'Youville
Accade Oggi API 'BODYGUARD' DELLE PIANTE, ALLONTANANO I BRUCHI ROMA( Ansa ) - Le api sono guardie del corpo delle piante, tengono lontani i bruchi, e probabilmente anche altri insetti infestanti, che ne divorerebbero le foglie: i bruchi sentono il ronzio e, sentendosi in pericolo, si allontanano dalla fonte di cibo. Secondo quanto scoperto da Jurgen Tautz del Biozentrum Universität di Wurzburg, Germania, i bruchi captano il ronzio degli insetti tramite delle antennine non troppo sensibili, incapaci di distinguere tra api e insetti predatori, e per paura di essere assiliti dalle vespe vanno a brucare altrove. Resa nota sulla rivista Current Biology, la scoperta potrebbe pure suggerire nuovi metodi per ridurre l'uso di pesticidi inserendo nelle colture le api come 'pesticidi naturali'. Preziosissime per le piante perché ne permettono l'impollinazione, adesso è emerso anche che le api fanno da 'bodyguard'. Gli esperti tedeschi hanno messo api e bruchi nel 'set sperimentale', piante di serra: in presenza delle api le piante subiscono il 60-70% di danni in meno alle proprie foglie, rispetto a quando i bruchi sono inseriti da soli sul 'set', senza api intorno. I bruchi captano il ronzio e, incapaci di distinguere se si tratti delle predatrici vespe o delle innocue api, non possono far altro che evitare il pericolo potenziale fuggendo via alla ricerca di altre fonti di cibo. I fatti di Ieri 1534 - Il Parmigianino viene ingaggiato da Elena Baiardi per affrescare la cappella nella chiesa di Santa Maria dei Servi. 1966 - Il film Il buono, il brutto, il cattivo viene proiettato per la prima volta in pubblico. 1976 - Nasce Telecolor International a Catania. 1984 - Italia, San Benedetto Val di Sambro: il rapido 904 Napoli - Milano, un treno carico di passeggeri, in gran parte in viaggio per le vacanze natalizie, viene devastato dall'esplosione di una bomba. Al termine dei soccorsi si conteranno 15 morti e più di 100 feriti. L'attentato segna l'ingresso della mafia nel teatro dello stragismo di stato. Compleanni e Anniversari famosi 1783 - Giovanni Berchet, poeta e scrittore italiano (Milano, 23 dicembre 1783 – Torino, 23 dicembre 1851) Nel 1816 fu l'autore del più famoso manifesto del romanticismo italiano, ovvero la "Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo"; il nome completo di tale opera era "Sul cacciatore feroce e sulla Eleonora di G.A. Bürger. Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo". Così comincia l’opera ( fonte ): Figliuolo carissimo, M'ha fatto maraviglia davvero che tu, convittore di un collegio, ti dessi a cercarmi con desiderio cosí vivo una traduzione italiana di due componimenti poetici del Bürger. Che posso io negare al figliuolo mio? Povero vecchio inesercitato, ho penato assai a tradurli; ma pur finalmente ne sono venuto a capo. In tanta condiscendenza non altro mi stava a cuore che di farti conoscere il Bürger: però non mi resse l'animo di alterare con colori troppo italiani i lineamenti di quel tedesco; e la traduzione è in prosa. Tu vedi che anche col fatto io sto saldo alle opinioni mie; e la veritá è che gli esempi altrui mi ribadiscono ogni dí piú questo chiodo. Non è per altro ch'io intenda dire che tutto tuttoquanto di poetico manda una lingua ad un'altra s'abbia da questa a tradurre in prosa. Nemico giurato di qualunque sistema esclusivo, riderei di chi proponesse una legge siffatta, come mi rido di Voltaire che voleva che i versi fossero da tradursi sempre in versi. Le ragioni che devono muovere il traduttore ad appigliarsi piú all'uno che all'altro partito stanno nel testo, e variano a seconda della diversa indole e della diversa provenienza di quello. Tutti i popoli, che piú o meno hanno lettere, hanno poesia. Ma non tutti i popoli posseggono un linguaggio poetico separato dal linguaggio prosaico. I termini convenzionali per l'espressione del bello non sono da per tutto i medesimi. Come la squisitezza nel modo di sentire, cosí anche l'ardimento nel modo di dichiarare poeticamente le sensazioni è determinato presso di ciaschedun popolo da accidenti dissimili. E quella spiegazione armoniosa di un concetto poetico, che sará sublime a Londra od a Berlino, riescirá non di rado ridicola se ricantata in Toscana. […] […]Tutti gli uomini, da Adamo in giú fino al calzolaio che ti fa i begli stivali, hanno nel fondo dell'anima una tendenza alla poesia. Questa tendenza, che in pochissimi è attiva, negli altri non è che passiva, non è che una corda che risponde con simpatiche oscillazioni al tocco della prima. La natura, versando a piene mani i suoi doni nell'animo di que' rari individui ai quali ella concede la tendenza poetica attiva, pare che si compiaccia di crearli differenti affatto dagli altri uomini in mezzo a cui li fa nascere. Di qui le antiche favole sulla quasi divina origine de' poeti, e gli antichi pregiudizi sui miracoli loro, e l'"est deus in nobis". Di qui il piú vero dettato di tutti i filosofi: che i poeti fanno classe a parte, e non sono cittadini di una sola societá ma dell'intero universo. E per veritá chi misurasse la sapienza delle nazioni dalla eccellenza de' loro poeti, parmi che non iscandaglierebbe da savio. Né savio terrei chi nelle dispute letterarie introducesse i rancori e le rivalitá nazionali. Omero, Shakespeare, il Calderon, il Camoens, il Racine, lo Schiller per me sono italiani di patria tanto quanto Dante, l'Ariostole e l'Alfieri. La repubblica delle lettere non è che una, e i poeti ne sono concittadini tutti indistintamente. […]
La sconfitta di Victoria dal Buongiorno di Massimo Gramellini ( “La Stampa” del 23 dic 2008 )
Ancora qualche mese fa l’approdo in Italia dei coniugi Beckham, evento sulla cui importanza storica e culturale non mi starò certo a dilungare, avrebbe fermato il respiro della penisola. Migliaia di fan si sarebbero assiepati sotto l’albergo milanese della coppia, cullando il sogno di sfiorare il bicipite griffato del calciatore e di respirare da vicino gli effluvi della crema a base di cacca d’usignuolo con cui la sua sposa pare sia solita impiastricciarsi la faccia. I media, sempre vicini ai desideri del popolo, avevano impiantato un formidabile circo d’accoglienza: conferenze stampa, dirette tv, legioni di fotografi pronti a immolare l’alluce sotto una macchina della scorta pur di documentare la visita della ditta coniugale che meglio di ogni altra ha indossato il valore dominante di un’epoca: il nulla patinato. Invece è accaduto l’imprevisto. Sotto l’albergo dei Beckham c’era solo qualche curioso pagato dalla produzione. Durante l’esposizione allo stadio del prezioso manufatto, i tifosi del Milan non hanno sciolto inni di ringraziamento ma si sono lamentati, dicendo che avrebbero preferito un calciatore vero. E la signora Victoria, unica cantante al mondo di cui nessuno abbia mai sentito la voce, ha potuto compiere il suo giro turistico fra le boutique del centro senza essere disturbata neppure da un venditore di caldarroste. Chi ha visto i Bechkam solcare la città con ampie falcate da fotomodelli sostiene che facevano lo stesso effetto di una coppia di etruschi o di crociati: pezzi di passato proiettati in un mondo che non è più il loro, perché non sa più che farsene della fuffa, neanche come argomento d’evasione.
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