Io sono leggenda
(2007)
| Will Smith | Robert Neville |
| Alice Braga | Anna |
| Charlie Tahan | Ethan |
| Salli Richardson | Zoe |
New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri. La città è deserta, e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l'umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo seguendo la quotidianità, in attesa della notte, in cui i vampiri escono dalla penombra, attaccando tutto ciò che incontrano.
Will Smith sa il fatto suo. È nato come rapper, è diventato una star della televisione, e da tempo ha affrontato il cinema. Sempre da protagonista. Dopo il film diretto da Muccino dove recitava con suo figlio, adesso si confronta con se stesso e con una metropoli spettrale che mette in evidenza ogni suo movimento. Forse non sarà candidato all'Oscar, ma la sua interpretazione è degna di nota. Passando al film, il "one man show" di Smith è supportato da una scenografia incredibilmente convincente, e da una regia di mestiere.
Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine. A dispetto della necessità di includere la componente horror (le scene d'azione sono presenti per coinvolgere il target giovane), a parte la mezz'ora finale, Io sono leggenda, si concentra sul singolo, sull'uomo che poteva cambiare il mondo, su chi ha la consapevolezza che è molto semplice distruggere ciò che si ha per le mani tutti i giorni.
L'11 Settembre è lì, è l'origine delle cose, e Richard Matheson che nel 1954 scrisse il romanzo omonimo, non avrebbe potuto immaginarselo così reale. Ma alla fine, la convinzione ultima, è che solo l'umanità può decidere le sorti del mondo.
Note
Note - REMAKE DEL FILM "1975: OCCHI BIANCHI SUL PIANETA TERRA" (1971) DIRETTO DA BORIS SAGAL E CON CHARLTON HESTON NEL RUOLO DEL PROTAGONISTA ROBERT NEVILLE.
Critica "'Io sono leggenda' consacra la carica furba visionaria di Francis Lawrence che è inferiore alla sua tenuta narrativa e alla sua potenza introspettiva. Smith, con pochi costosi flashback di fuga di famiglia dove scrittura la sua piccola Willow, è mattatore a ciclo completo: sfoggia i pettorali, finisce appeso all'insù e con un chiodo alla coscia, lascia messaggi radio, imita Bob Marley e soggiorna a Washington Square come 'L'ereditiera' di Henry James: in fondo, un tasso di angoscia sopportabile nel 2012, che un tempo era data fantascientifica ma oggi è a portata di mano. Sfuma il tasso di preveggenza e di allarmismo ed aumenta la voglia di esprimere un divertimento primordiale di violenza, ma tradendo poi l'autore in modo ottimisticamente infedele." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 gennaio 2008)
"'Io sono leggenda' è un libro fondamentale e struggente. Infatti, questo film era atteso da molto. Purtroppo, il regista Francis Lawrence e lo sceneggiatore Akiwa Goldsman, oltre ai maldestri riferimenti a 9/11 (la città viene definita due volte ground zero), hanno deciso di 'attualizzare' ulteriormente il materiale per questi nostri tempi buonisti e poco ricettivi alle cattive notizie, aggiungendo alla storia due elementi che Matheson non aveva proprio contemplato: Dio (nell'apparizione di Alicia Braga, un'altra sopravvissuta) e la speranza. Un tradimento imperdonabile." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 11 gennaio 2008)
"Will Smith, fervido sostenitore di Barack Obama, qui diventa alfiere (involontario?) di Hickabee. In più ci piazza anche il lieto fine. Tradimento insopportabile al libro, rispetto al resto della pellicola: Matheson conclude il suo romanzo con cinismo feroce e cupo, segnando l'uguaglianza tra mostri e presunti normali. Ottanta minuti di buon cinema, però, sono funzionali per recuperare due gemme: usciti dalla sala morirete dalla voglia di comprare il libro e di leggerlo accompagnati dalla calzante e commovente colonna sonora della pellicola, per musica e parole. Quale? 'Legend', ovviamente, di Bob Marley ."(Boris Sollazzo, 'Liberazione', 11 gennaio 2008)
"Diretto dal regista di 'Constantine' con Keanu Reeves, 'Io sono leggenda' è la terza versione del celebre romanzo di Richard Matheson già portato sullo schermo nel 1963 ('L'ultimo uomo della Terra' di Sidney Salkow e Ubaldo Ragona, con Vincent Price) e nel 1971 ('1975: occhi bianchi sul pianeta Terra' di Boris Sagal, con Charlton Heston). Il film italo-americano, di gran lunga il migliore, era un piccolo e imitatissimo gioiello concettuale a basso budget, tutto girato all'Eur. Il remake del 1971 giocava senza troppa convinzione la carta del catastrofismo in stile kolossal. 'Io sono leggenda' invece si adegua al roboante cinema d'azione d'oggi, troppo schiavo dei videogame e degli effetti più o meno speciali per dare un'anima oltre che un corpo ai suoi incubi. (...) Non mancano sorprese e incidenti, ma il film non sfrutta fino in fondo le sue carte. E se è bella l'idea di costringere Will Smith, mai così atletico, nei panni contraddittori del medico e del killer che ora cattura i vampiri e cerca un vaccino, ora li stermina rabbiosamente, il dibattito parareligioso in sottofinale (può esistere un Dio in una situazione simile?) è abbastanza appiccicato. Come del resto l'ovvia morale sui rischi della scienza. Fatale anche creare un esercito di zombie tutti uguali. Bob Marley, qui testimonial involontario del Padreterno, meritava di meglio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 gennaio 2008)
"Impossibile non restare ammirati davanti a Will Smith che sostiene solitario sulle proprie spalle un'ora intera di film. In mezzo alla devastazione di una New York dopo la catastrofe che, dal vero, è diventata l'impressionate scenografia del film di Francis Lawrence dal romanzo di Richard Matheson già più volte portato sullo schermo. Però la stessa ragione di ammirazione non impedisce al film di rischiare la monotonia." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 11 gennaio 2008)
"Può restare il dubbio sul finale consolatorio del film, una sorta di palingenesi che attenua la pessimistica visione di Matheson: ma è pur vero che di questi tempi abbiamo tutti bisogno di un po' di speranza." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 11 gennaio 2008)
"Dei tre film tratti da 'I vampiri' di Richard Matheson (1954), 'Io sono leggenda' di Francis Lawrence è il maggior investimento e sarà il maggior incasso, ma non è la miglior riuscita estetica. Gli effetti speciali fanno saltare i cervi di Central Park - nella deserta New York dell'estate 2012 - come velociraptor nei Jurassic Park; i vampiri - mutanti affetti da una sorta di rabbia, aggressivi e fotofobici ma non impudichi (hanno sempre almeno le mutande) - sono scattanti come gli ultimi zombi. (...) Attore per caso, Smith regge bene nei film dove ha intorno chi gli porge la battuta. Ma in 'Io sono leggenda' quasi sempre recita solo e così mostra i suoi limiti; il confronto con i protagonisti degli archetipi - Vincent Price de 'L'ultimo uomo della Terra' di Sydney Salkow e Charlton Heston di '1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra' di Boris Sagal - gli nuoce. Ma anche lo spettatore ignaro degli antedecenti di 'Io sono leggenda' noterà che qui responsabile del contagio, contagiati e militari ottusi sono bianchi; non lo è chi il contagio combatte, come Will Smith e la brasiliana Alice Braga, esule approdata a New York da San Paolo per discutere di fede!" (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 11 gennaio 2008)