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L'ULTIMO INQUISITORE

FILE 1 - FILE 2

Titolo originale:

Goya's Ghosts

Origine:

Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Spagna, USA

Genere:

Drammatico

Anno:

2006

File:

1 - mp3 (40.679 KB)

2 - mp3 (36.213 KB)

Regia:

Milos Forman

Soggetto:

 

Sceneggiatura:

 

Musiche:

 

Attori:

 
  Javier  Bardem Frate Lorenzo
  Natalie  Portman Ines/Alicia
  Stellan Skarsgard Francisco Goya
  Rabdy Quaid Re Carlo IV
     
     

TRAMA:

Spagna, fine '700. Nella Penisola Iberica, l'Inquisizione sta sferrando gli ultimi attacchi contro la crescente filosofia Illuminista proveniente dalla Francia e che ha già contagiato quasi tutta l'Europa. In questo clima di tensione e oscurantismo vive e lavora Francisco Goya che, divenuto pittore di corte, annovera tra i suoi clienti Lorenzo Casamares, un influente monaco domenicano del Sant'Uffizio. Durante la frequentazione dello studio del pittore, Casamares scorge una tela raffigurante una ragazza che lui riconosce essere Inés Bilbatua, figlia di un commerciante e musa di Goya. Da quel momento per Inés e per l'artista inizia una serie di tragiche vicende che, a causa di un'accusa di eresia, li vedrà coinvolti anche con la Santa Inquisizione.

  • CRITICA

  • "E' dall'incontro fra il grande regista di'Qualcuno volò sul nido del cuculo' e di 'Amadeus', formatosi nella Cecoslovacchia sovietizzata e poi emigrato in America, cioè Milos Forman, con l'altrettanto grande sceneggiatore Jan-Claude Carrière, francese, a lungo collaboratore di Luis Buñuel, è dall'incontro tra due non spagnoli che nasce questo film sulla Spagna di Francisco Goya, tra l'ultimo decennio del '700 e il primo dell'800. (...) La lettura di Forman contiene, in trasparenza, un riferimento molto chiaro ad altri sfondi storici e ad altre tragedie, quelle delle ideologie novecentesche da lui personalmente conosciute e vissute. Nel cieco fideismo di padre Lorenzo il regista rappresenta il comunismo del XX secolo, la presunzione di sapere anche per gli altri che cosa è la libertà e quella di imporla con la forza delle armi e del regime poliziesco. Questa è una caratteristica del film. L'altra è quella di servirsi della forma del feuilleton secondo l'inconfondibile spirito ironico e graffiante del suo regista." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 13 aprile 2007)

    "Quanto tempo occorre perché un film veda la luce? Dipende ma le vie della storia, sempre tortuose, a volte sono provvidenziali. Milos Forman sognava di occuparsi di Goya e dell'Inquisizione spagnola da quando studiava nella Cecoslovacchia socialista. Per realizzare quel sogno c'è voluto più di mezzo secolo, ma il senso del film ne esce arricchito. E se ieri Forman vedeva un parallelo fra la dominazione sovietica e l'Inquisizione, oggi questo tormentato 'Goya's Ghosts' ('I fantasmi di Goya'), come suona il titolo originale, evoca spettri meno remoti. Come la guerra in Iraq, nata per esportare la democrazia, o il dibattito sulla tortura contro i terroristi. E chissà cosa vedremo fra altri trent'anni in questo film che racconta l'eterno ritorno dell'identico sotto spoglie sempre diverse. (...) Ma se tutto si ripete nel sangue e nell'orrore, e se il personaggio di Bardem è troppo strumentale per esistere davvero, Forman mette a segno momenti indimenticabili non tanto nelle scene madri quanto nei dettagli folgoranti che le accompagnano: un asino che mangia la biada dopo aver portato il condannato al patibolo, il re che si sfoga sparando agli avvoltoi, le galline calpestate dai cavalli di Napoleone, Goya che dipinge di notte usando un cappello tempestato di candele. C'è più verità, e più emozione, in questi momenti apertamente ispirati alle opere di Goya che nel disegno fin troppo esplicito della trama. Come forse era inevitabile in un film dedicato a un artista che sullo schermo vive veramente solo attraverso le numerosissime opere citate." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 febbraio 2007)

     

   

 

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