IO ALESSANDRO

Steven Pressfield

2004

(http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=FQDARPJG0OOVN )

 

 

 COMMENTO:

 

Pressfield, dopo i nobili precedenti che hanno nelle “Porte di fuoco” un eccellente punto di partenza, ci offre un nuovo romanzo storico ricco di particolari e perfettamente articolato. Una splendida confessione che apre gli occhi su di un eroe, Alessandro Magno, discepolo di Aristotele, da cui apprende che “la felicità consiste nell’attivo esercizio della felicità secondo virtù" e che "non v’è azione che non comporti un prezzo". Ma che non esita a burlarsi dello stesso affermando che “Aristotele era in grado di classificare il mondo, ma non sapeva trovare la strada per giungere alla piazza del villaggio”. Strada verso la gloria che trova invece lui, accompagnato dagli inseparabili Bucefalo, suo fedelissimo cavallo, e da Efestione, suo inseparabile amico e forse amante. Soldato, uomo,stratega, statista e dotato di una sensibilità fuori dal comune, si rivela, attraverso le documentate pagine del libro, grande innovatore della tattica, della strategia militare, conquistatore e profondo conoscitore di sé, dell’uomo e dell’umanità. La forza del suo dàimon, nella ricerca assoluta di stimolare la Dynamis, voglia di combattere, nei suoi soldati, viene sempre accompagnata da una ricca profondità etica e morale. Raccontato in prima persona, in un ipotetico dialogo con suo cognato, coglie tutte le tinte psicologiche e militari delle sue conquiste, riproponendoci la vita del grande condottiero, in parallelo alle sue conquiste. Ottimo lo stile dello scrittore: avvolgente e coinvolgente. Ottima la suddivisione in capitoli che compendiano le virtù del guerriero offrendoci spunti riflessivi a volte davvero salienti, come semplicemente appare nelle massime di guerra."Su una collina c’è posto per un solo leone", gli ricordava sua madre e il giovane Alessandro sembra davvero farne tesoro. Uno splendida occasione per leggere la Storia come se fosse un romanzo e l’occasione per apprezzare la profonda preparazione storica con cui Pressfield arricchisce l’intera vicenda…“Triste è il canto della sarissa, Che risuona cupo e in sordina".

Zan Zan