Richard DAWKINS
(2007)

Immaginate un religioso che accusi l'ateismo di essere pericoloso per la società
perché ne travia i valori: non ci troveste niente di male, anzi succede anche
spesso. Immaginate ora il contrario, un ateo che accusi la religione di essere
pericolosa per la società perché ne travia i valori... Ecco che succede il
finimondo mediatico!
E' successo con l'ultimo saggio di Richard Dawkins "L'illusione di Dio"
(traduzione italiana "morbida" del più forte "The God Delusion": la delusione di
Dio).
I nostri giornalisti si sono subito affrettati a criticare il libro prima ancora di averne letto (e capito) una riga, altrimenti non ci sarebbe stato alcuno scandalo né problema: Dawkins, in questo saggio, dice cose che già diceva negli anni '80, solo che ora ha voluto ribadire i suoi concetti.
Dawkins, per chi non lo conoscesse, è un biologo evolutivo nonché esperto informatico, e ovviamente la prima (e più stupida) opposizione che ha ricevuto al suo libro è stata: «Non può affrontare l'argomento religioso (che è etereo) con gli strumenti della scienza (che è materiale)».
E invece si può: si può eccome!
Perché nessuna religione, in nessuna parte del mondo ed in nessuna èra umana, ha
mai creduto SOLO in un dio etereo: tutti gli dèi che si sono alternati nella
storia umana hanno costruito il cielo e la terra, e
l'hanno popolata di creature viventi e vi hanno messo l'uomo a capo di tutto, ed
hanno ordinato ai propri fedeli di uccidere gli infedeli. QUESTO è decisamente
un argomento materiale, e quindi si può affrontarlo dal punto di vista
scientifico!
Il compito di Dawkins è, ovviamente, immane e (purtroppo) impossibile: aprire
gli occhi all'umanità, spronare le persone a pensare, a ragionare con la propria
testa, a STUDIARE e IMPARARE... Ho messo in evidenza questi due verbi, perché
già da qui si capisce che l'obiettivo è fallito in partenza. Nessuno vuole
studiare, né
imparare, e quindi nessuno capirà mai le spiegazioni più che
eccellenti che la scienza ha da offrire.
Comunque c'è da dire che in questo saggio il tono di Dawkins è molto più pacato
e tranquillo di quanto invece si può leggere da altre
parti, dove è decisamente fomentato! Ovviamente ha uno stile sarcastico e
pungente, ma chi (come me) lo legge da anni, sa che è uno stile il suo che
applica a tutto, non solo alla religione! (le sue "litigate" a distanza con il
biologo americano Stephen Jay Gould sono proverbiali: ci hanno scritto pure un
libro!)
Ovviamente i credenti non cambieranno certo idea leggendo questo saggio, ma
magari ci sono tanti atei nascosti (e sono veramente tanti, come spiega l'autore
in un capitolo) che non hanno tutti gli strumenti per gestire il proprio ateismo
(né, in molti casi, per ammetterlo pubblicamente)
Lucio