LA PIOGGIA NON SPEGNE IL DESIDERIO

Véronique OLMI

(1866)

 

 

Il commento di Zan Zan

 

            Uno strappo alla vita di tutti i giorni; Parigi che soffre il mese di agosto; il tentativo di carpire, cinquanta anni dopo, un pizzico d’infanzia nel corpo di uno sconosciuto. Lei alla ricerca della dignità perduta che lui le restituisce senza saperlo. Lei che rischiava di essere travolta dall’odio. Mentre il cielo non sa più cosa fare e si riprende l’estate per offrire l’autunno, mentre la città si nasconde, le statue perdono la loro vitalità e la città è annoiata dalla presenza delle sue istituzioni, un uomo e una donna si innalzano verso il cielo e ringraziano la terra. Nell’avversità di un mondo che calpestano nella sua banalità, osano stare insieme, perché succede qualcosa che va oltre la vita, quaggiù. E lei si rifugia in lui pur sapendo che non avrà mai rifugio per consolarsi: “Meglio dimenticare le lamentele del vento e l’indifferenza delle statue”. Ed è con questa consapevolezza ed una necessità di espiazione che lei ricorda e si libera dai suoi dolori e dalle proprie sofferenze. Con due protagonisti senza nome, una grande città grigia, uno stile del tutto particolare e una punteggiatura che, nella versione francese, è altamente personalizzata e simile ad un dialogo teatrale, l’autrice ci trasporta con naturalezza e delicatezza come fossimo una barca trascinata da un ruscello, senza darci mai l’impressione di essere semplici spettatori. “Profumava di pioggia e lei avrebbe seguito quella pioggia, vivendo quel momento, il momento del perdono.” Un libro davvero singolare, sensibile e mai banale; impreziosito da un contenuto erotico crudo e schietto, mai pregno di facili derive verso la volgarità. In piena sintonia con Amélie NOTHOMB che ci ricorda: “Il diletto rende umili e ammirevoli nei confronti di colui che lo rende possibile , il piacere risveglia lo spirito e lo spinge tanto verso il virtuosismo quanto verso la profondità.

Voto: nove