Steven PRESSFIELD

Il libro, si sa, mi era stato consegnato da Claudio in un pomeriggio a Linate non particolarmente piacevole, in quanto avevo sbagliato la data di prenotazione dei biglietti e stavo particolarmente agitato. a parte questo avevo letto la sua bella recensione fatta in una mail e quando l'ho iniziato ero molto curioso di vedere se il libro (che su ibs ha un punteggio medio altissimo) rispondesse alle aspettative (tante) create. ecco. devo dire che supera in molte cose quello che mi aspettavo. è una storia di uomini. di donne. di persone impegnate a lottare per la propria libertà, capace di morire senza un lamento per preservare quelle che erano le proprie conquiste di gente libera. pochi uomini (quattromila) mandati a morire per dare il tempo al grosso dell'esercito greco di organizzarsi e di porre fine all'espansione dell'esercito persiano. quattromila contro centinaia di migliaia. quattromila soldati che combattono con il proprio re e per la propria terra contro una miriade di popoli diversi, schiavi, che combattono per la gloria del proprio padrone. è qui la differenza. i greci combattevano per se stessi, per salvare le proprie donne e le proprie famiglie. gli altri per un capriccio. e il libro ti inghiotte a più di duemila anni fa. ti fa sentire il sibilo delle frecce e le parole di Leonida sembrano dette un po' anche a te, ti porta con i piedi nella melma, ne sangue rappreso che senti anche un po' sulle mani, mentre leggi. ti fa sentire un cittadino spartano o ateniese, pronto a tutto per impedire che tutto il tuo mondo venga spazzato via dai barbari. ti senti parte del fuoco che brucia nei bivacchi, ascolti i discorsi di soldati coscienti che di lì a poco avrebbero aumentato soltanto il conto dei caduti... io poi sono di parte. sono sempre stato affascinato dalla civiltà greca. la culla della democrazia, della filosofia, del bello, delle arti, del teatro...
È la storia delle donne. che non combattono, ma restano lì in disparte a guardare i loro uomini, i loro figli andare a morte. donne che non si piegano al peso delle lacrime e del dolore. donne che subiscono in silenzio la legge della libertà e della democrazia. donne che intrigano e che vengono sopraffatte dai loro stessi intrighi. donne nobili che sanno quale è la loro parte in un mondo antico eppure così vicino al nostro...
Quanto di ciò che possiamo apprezzare oggi viene da lì, da quei 300 (o poco meno) spartani che fermarono per giorni l'avanzata di un esercito che non aveva fine.
E ci riescono. i greci mandati alle Termopili muoiono. ma i persiani torneranno a casa sconfitti a Salamina e a Platea. sconfitti da forze che erano un terzo delle loro, ma forti più del triplo. una forza che viene dall'essere liberi. e allora dobbiamo essere grati a quegli uomini che ci hanno donato la vita per non cadere nelle mani del nemico. e dobbiamo ringraziare Pressfield per averci raccontato in modo così bello quanto avvenne.
E personalmente devo ringraziare Claudio per avermi dato la possibilità di conoscere questo libro e questo autore che mi erano sconosciuti!
Wyllyam