Le porte di fuoco

L'epico romanzo della battaglia delle Termopili

Steven PRESSFIELD

(1998)

 

 

Splendido, lineare, avvincente, questo romanzo epico si legge con grande piacere e sete di conoscenza. Sicuramente il più apprezzato dell’autore, anche se nella descrizione del “daimon” del guerriero, delle tecniche di combattimento o delle battaglie l’optimum a mio giudizio viene raggiunto in “Io Alessandro”, esso ci consegna un episodio emblematico della storia dell’umanità sulla strada verso la cultura e la democrazia. Accompagnato dal rigore morale del soldato spartano, dal suo senso del dovere e della disciplina, dalla coscienza del suo ruolo umile e subordinato ad un volere superiore, il lettore attinge ad una miniera di esempi virtuosi di morale, etica comportamentale, senso del dovere e coscienza dei propri limiti. E questo è tanto più vero ed interessante se raccordato al valore storico che l’episodio delle Termopili ha avuto per l’umanità intera nelle sue conseguenze più immediate. Le vittorie di Salamina e di Platea, ottenute dalla riorganizzazione delle forze greche come conseguenza diretta del sacrificio di Leonida e dei suoi trecento, contribuiranno infatti allo sviluppo della Filosofia e della Democrazia. Ancora molto giovani e fragili, i loro germi, fiorenti nell’Atene di allora, contribuiranno alla nascita più vigorosa di quella cultura che Alessandro Magno consoliderà ulteriormente un secolo dopo ed il cui testimone, attraverso i Romani, gli Indiani e gli Arabi ritornerà infine ad illuminare la “Latinorum Penuria” medioevale per portarci verso il Rinascimento ed infine ai nostri giorni. E tutto questo, grazie alle gesta di Trecento eroi scelti da Leonida non “per il loro valore, ma per quello delle loro Donne” e grazie a quelle parole che indicano il coraggio, “andreia” e “aphobia” anch’esse femminili ed indicatrici di grande virtù.

         Un libro che ogni “adolescente” dovrebbe avere sul comodino.

Zan Zan