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Quanno er Puzzone j' arivò a palazzo, fa er re: « Duce, m' ài rotto li cojoni ». E lui: « Sagra maestà, lei mi perdoni ». E Sciabboletta: « Nun
perdono un cazzo ». E intigna: « Qui sta annà tutto a rampazzo, manco l'arpini vonno sta più boni, sfottono puro a me co' le canzoni 1 pe' cui ò desciso, do a Badojo er mazzo ».
j'opre la porta, ariva l'ambulanza e se lo suca su come un conijo.
1 Nella Storia dì un anno, lo stesso Mussolini dirà che, a inizio del colloquio, il re gli disse in tono agitato: « Cosi non si va pili avanti. L'Italia è in tocchi. L'esercito è moralmente a terra. I soldati non vogliono più battersi. Gli alpini cantano una canzone nella quale dicono che non vogliono più fare la guerra per conto di Mussolini ».
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